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Il prestito d'onore è un valido elemento aggiuntivo
ad altre forme di finanziamento per avviare una
attività nel mondo delle affiliazioni
di Alessia Littarru (tratto da AZ Franchising)
La legge 608 del 1996 (cosidetta Prestito d'Onore) si
presta particolarmente bene alle esigenze di
finanziamento di un'attività di franchising. Il prestito
d'onere, infatti, consente ad un disoccupato (liberi professionisti,
lavoratori automuniti non in possesso della partita iva)
senza limiti di età di ottenere dei contributi per l'autoimprenditorialità.
La
legge prevede un massimale di 50 milioni in conto
investimento più 10 milioni per le spese di qestione.
Dei 50 milioni il 60 per cento è a fondo perduto,
mentre il 40 per cento deve essere
rimborsato nell'arco di cinque anni ad un tasso di
appena l'1,9%.
Sono
tantissime le aziende franchisor (circa il 20% di quelle
presenti sul mercato) che prevedono un investimento
totale di 50 milioni, soprattutto da un'attività di
servizi.
Ci
sono anche tanti Franchisor che hanno concluso delle
affiliazioni grazie al prestito d'onore,come il caso
della Stelnet.com.
La Stelnet.com, azienda operante nel
settore banche dati, internet e-commerce, import-export,
ha fatto aprire l'attività in Franchising a 4 giovani
preparati ma che non avevano le risorse finanziarie per
partire.
Ma vediamo da vicino quali sono i requisiti necessari
per accedere a questa legge.
Possono presentare domanda di agevolazione tutte le
persone in possesso dei requisiti:
• Stato di disoccupazione o in occupazione nei sei
mesi precedenti la presentazione della domanda. Tale
termine vale anche per i possessori di partita Iva.
• Residenza nelle seguenti aree e regioni: Abruzzo, Molise,
Campania, Puglia, Lazio (esclusione di Roma ad eccezione
di alcune zone), Marche, Basilicata, Calabria, Sicilia e
Sardegna. Nei comuni delle aree che presentano rilevante
squilibrio tra domanda e offerta di lavoro individuati
dal Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza
sociale del 14 marzo del 1995. I comuni delle aree
terremotate delle Marche e dell'Umbria, ed alcuni comuni
del centro nord.
•
Maggiore età (non ci sono limiti di età).
Le
iniziative possono riguardare qualsiasi settore compresi
il commercio e i servizi e qualsiasi tipo di attività.
Per poter accedere all'iniziativa bisogne
compilare una domanda e spedirla per raccomandata a
Sviluppo Italia (società che gestisce il Prestito
d'Onore). La compilazione del modulo è molto semplice,
facilitato tra l'altro dalle indicazioni fornite
dall'azienda Franchisor. Nella domanda vengono
evidenziati gli investimenti da sostenere, il fatturato
ottenibile, il personale necessario, la presenza della
concorrenza, ossia tutte quelle informazioni che di
fatto formano il contenuto della brochure della casa
madre.
Il prestito d'onore finanzia un massimo di 50 milioni
che possono ricomprendersi soprattutto in :
- Attrezzature ed altri beni ad utilità pluriennale;
- Attrezzature immateriali;
- Brevetti, licenze (il fee d'ingresso rientra in questa
dicitura);
- Software;
- Arredamenti.
Invece non rientrano nel prestito le spese destinate
alle prestazioni di servizi (consulenze, pubblicità,
ecc.), salari e stipendi.
Le iniziative ammissibili trovano alcune limitazioni che
riguardano la forma giuridico-amministrativa. La
normativa non si rivolge alle società (di persone o di
capitali) né alle cooperative, ma esclusivamente alla
forma giuridica ed organizzativa della ditta
individuale. Non esiste una scadenza, né un limite per
la presentazione della domanda; ai proponenti ai quale
al termine dell'iter di valutazione/selezione viene
approvata l'idea imprenditoriale proposta, la legge
offre:
- agevolazioni finanziarie per l'investimento (max L. 50
milioni).
- agevolazioni finanziarie per la gestione (max L. 10
milioni).
- servizi gratuiti di assistenza e consulenza (tutoraggio).
Le agevolazioni finanziarie per gli investimenti sono
finanziabili al 100%; il 60% (fino ad un massimo di 30
milioni di lire) viene erogato in forma di contributo a
fondo perduto ed il restante 40% (fino ad un massimo di
20 milioni di lire) in forma di prestito agevolato da
restituire in 5 rate annuali posticipate.
Le agevolazioni finanziarie per la gestione vengono
erogate tramite un contributo a fondo perduto pari ad un
massimo di 10 milioni di lire per le spese ammissibili
effettivamente sostenute nel primo anno di attività che
riguardano:
- acquisto materie prime, semilavorati e prodotti
finiti;
- utenze e canoni di locazione per immobili;
- oneri finanziari, esclusi gli interessi relativi al
prestito agevolato;
- assicurazione obbligatoria sui bene oggetto di
finanziamento.
Per accedere all'agevolazione occorre compilare
l'apposita domanda disponibile gratuitamente su tutti i
comuni, le camere di commercio, le comunità montane,
gli uffici territoriali di Sviluppo Italia.
Nella domanda si dovrà dare una corretta valutazione
dell'iniziativa.
Sviluppo Italia decide se accoglierla o meno sulla base
della verifica della presenza dei seguenti requisiti
formali stabiliti dal legislatore:
- requisiti soggettivi (stato di inoccupazione da almeno
6 mesi);
- residenza nei territori centro sud;
- maggiore età;
- requisiti oggettivi;
- attività svolta come ditta individuale;
- investimento massimo di 50 milioni di lire;
- requisiti procedurali rappresentati dalla completa e
corretta compilazione delle prime due pagine del modulo
di domanda.
Dalla ricerca Istat condotta da Sviluppo Italia, risulta
che su un totale di 99.562 domande presentate:
- 23.164 inaccoglibili;
- 17.599 non ammesse;
- 21.569 rinunce;
- 17.261 in orientamento e formazione;
- 19.969 ammesse al finanziamento (circa il 20% del
totale).
Dalle domande ammesse al finanziamento (19.969) 18.993
sono del sud.
Obbiettivo Franchising
E-mail: info@franchisingsardegna.com
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